#DailyInterviste: Aleksandar Atanasijevic e la sua passione per Perugia

Eccoci di nuovo qui. Un altro giorno, un’altra #dailyintervista. Stavolta ho deciso di portare qui un giocatore molto amato, ma allo stesso tempo molto discusso. Per cosa? Beh, mettiamola così, non è proprio un agnellino! Di chi sto parlando? Di Aleksandar Atanasijevic, opposto della Sir Safety Conad Perugia.

Classe 1991, Aleksandar, o Bata, come lo chiamano a Perugia, ha iniziato la sua carriera a Belgrado. Dopo quattro anni si è trasferito in Polonia allo Skra Bełchatów. Nel 2013, infine, è approdato a Perugia, squadra in cui milita da ben sei stagioni! In nazionale è una delle pedine più importanti per lo scacchiere serbo. Nel corso dell’ultima edizione dei Mondiali, giocati qui in Italia, la sua Serbia ha mancato il podio per un soffio, classificandosi al quarto posto.

Fatte le dovute presentazioni, direi che è ora di iniziare a fare sul serio!

L’esordio in questa stagione non è andato così bene. La Supercoppa è stato un torneo difficile per voi. In casa vostra vi siete piazzati quarti, mentre Modena si è aggiudicata il titolo. Cosa non ha funzionato?

Si, la stagione non è iniziata benissimo. Secondo me il problema era proprio che abbiamo fatto solo cinque o sei allenamenti prima della partita con Trento. Quindi era normale non giocare al 100%, ci voleva un altro po’ per trovare la “palla giusta” e penso che finalmente abbiamo trovato un buon ritmo e stiamo andando bene. Abbiamo vinto sei partite in campionato e si vede tanto miglioramento, penso che ancora possiamo fare molto.

Ph. Francesca Segoloni per Daily Volley

Diciamo che è questo fatto che vi siete allenati poco che ha pregiudicato il risultato della Supercoppa, mentre adesso col tempo vediamo che sta andando meglio il lavoro di gruppo.

Si, sta andando molto meglio perché ci sono Leon, Ricci che l’anno scorso non giocava, ci sono tanti che non hanno mai nemmeno attaccato la palla quando palleggiava Lucio (Luciano de Cecco, ndr). Sicuramente è normale che ci voglia un po’ di tempo. L’anno scorso, quando abbiamo vinto la Supercoppa, abbiamo avuto quasi un mese e mezzo prima della prima partita di Supercoppa, Eravamo più pronti, avevamo più lavoro dietro di noi.

“A Perugia mi sento a casa”

Andiamo indietro agli albori della tua carriera. Sei a Perugia da quando sei in Italia; sei stato in Serbia, poi due anni in Polonia, e a un certo punto il presidente Sirci ti ha convinto a venire a Perugia e restare qui per sei stagioni, che non è poco. Cos’è che ti ha convinto del suo progetto?

Sì, 6 anni sono tanti, non so come sia successo. Sono stato due anni in Polonia, avevo un’offerta anche più alta per rimanere allo Skra Bełchatów, una bellissima squadra, tra le più forti del mondo. Non so perché ho deciso di venire qui a Perugia. Forse perché c’era Boban Kovac, che in quel momento era l’allenatore della Sir. Adesso sto benissimo qui e mi sento a casa. Sono già tanti anni ma ho ancora tanta motivazione di continuare a vincere con Perugia.

Di Perugia ti piacciono anche l’ambiente, il rapporto che si è creato con il pubblico quindi..

Sì, un ambiente così non esiste da nessuna parte, davvero! Non è che lo dico perché  gioco qui e tutti se lo aspettano, ma non esistono tifosi come quelli di Perugia e l’ho già ripetuto tante volte. La carica che danno loro prima di ogni partita, anche contro l’ultima in classifica, fa tanto per noi giocatori.

“Prima di andare a letto ogni sera pensavo a vincere lo scudetto” – dice Atanasijevic.

Ph. Francesca Segoloni per Daily Volley

Dicevamo che sei qui da sei anni. Avete sudato tanto. Tu che sei in rosa quasi dall’inizio di questo cammino lo sai meglio di chiunque altro. Finalmente l’anno scorso avete vinto (quasi tutto) il vincibile. Supercoppa, Coppa Italia, Scudetto. Tutti e tre per la prima volta! Ci puoi descrivere com’è stato?

Come hai detto abbiamo giocato davvero tantissimo, in quattro anni abbiamo giocato tre o quattro finali e le abbiamo perse tutte. Già c’era tanta gente che diceva “Perugia non vincerà mai niente, è la squadra che sa giocare le semifinali ma non sa vincere”.  Allora niente, io prima di andare a letto ogni sera pensavo a vincere lo scudetto, era il mio sogno. Finalmente lo abbiamo realizzato l’anno scorso tutti insieme ed è stata una stagione stupenda. Sicuramente potevamo fare qualcosina di più anche in Champions, ma alla fine è stata una bellissima stagione e quest’anno proveremo a ripetere questi risultati, anche se la Supercoppa è già andata.

Unico punto oscuro è la Champions League. Un argento e poi un bronzo. Cosa vi mancava, secondo te, per fare quel passo?

Eh, manca solo l’oro (ride). Sì, penso che siamo stati sempre sotto il livello di Kazan. Perché è la squadra più forte del mondo in assoluto, la squadra che ha vinto quattro Champions di fila. Era normale, tra virgolette, perdere contro di loro. Penso che quest’anno dobbiamo riprovare a vincere. Adesso abbiamo Leon che sa come si gioca contro Kazan e sicuramente avremo le nostre occasioni. Proviamo a vincere la Champions! E penso che quando vincerò la Champions potrò anche andare via da Perugia (ride). – Beh, non so a questo punto se i tifosi ne saranno contenti! – Eh vabbè, saranno contenti di avere tutti i trofei (ci dice ridendo).

“Essere quarto o undicesimo non cambia molto”

Magari sperano di averti fino a fine carriera lì con loro, questo è un sogno che farebbe loro piacere. Quest’estate con la nazionale è stata abbastanza lunga. Come è stato questo percorso per la Serbia, ma soprattutto per te, che arrivavi da una stagione piena di vittorie ma comunque faticosa?

Si, è stato un percorso lunghissimo perché abbiamo fatto quasi due mesi di preparazione prima di andare ai Mondiali. Non eravamo sempre completi, siamo arrivati al quarto posto. Sicuramente possiamo essere contenti se guardiamo le squadre che sono arrivate dopo di noi: Italia, Russia, Francia. Squadre davvero forti. Ma alla fine – ci confessa Aleksandar ridendo –  essere quarto o undicesimo non cambia molto. Potevamo fare qualcosa di più per portarci a casa il bronzo. Non siamo riusciti a vincere una medaglia, e sicuramente sarebbe stato molto importante vincerla perché essere terzi al mondo è un bel traguardo. Tuttavia la cosa più bella è che abbiamo imparato molto e l’anno prossimo sicuramente potremo avere un buon risultato all’europeo.

Ph. Angela Abruzzese per Daily Volley

“La Polonia ai Mondiali è stata sicuramente la squadra più forte”

Proprio parlando dell’Italia. Dopo quel famoso match i profili social dei tuoi compagni, in particolare i tuoi e quelli di Uros Kovacevic, si sono riempiti di commenti sgradevoli. Insulti, minacce. Che effetto ti ha fatto?

Nello sport è normale che una squadra ogni tanto abbia una giornata come l’abbiamo avuta noi contro l’Italia. Abbiamo vinto abbastanza facile ma comunque soffrendo, anche se il risultato ha segnato 3 a 0. Dovevamo essere sempre concentrati, ed il giorno dopo abbiamo comunque perso contro la Polonia.

Mi spiace per i commenti che hanno scritto i tifosi, sono persone che secondo me non hanno mai giocato a pallavolo. La Polonia è stata la squadra sicuramente più forte del mondo, abbiamo perso contro di loro due volte per 3 a 0 e penso che abbiano meritato di vincere i Mondiali. Non è mai facile leggere commenti del genere ma io durante competizioni come i Mondiali non leggo mai i commenti della gente. Provo a rimanere sempre concentrato, non ho risposto mai a nessuno, non leggevo niente. Ho visto che c’era Uros che si arrabbiava un po’ con i tifosi, ma è normale.

“Chi ci ha insultati? Persone che non seguono la pallavolo”

Hai fatto bene a non leggere niente, anche perché non erano proprio commenti molto belli.

Si lo so, ma sono di persone che secondo me non seguono tanto la pallavolo e non sanno cosa significa giocare tre partite difficili in tre giorni. C’è tanta pressione e per noi quella partita con la Polonia non contava niente vincerla. Noi abbiamo dato tutto, possiamo andare a letto tranquilli sapendo che abbiamo dato tutto quello che avevamo in quel momento.

Durante le gare importanti eviti i social ed i commenti, invece nel tempo libero ti vediamo abbastanza attivo. In particolare emerge il rapporto che hai con Dore (della Lunga, ndr). Vi prendete perennemente in giro. Dicci qualcosa di più, siamo curiosi!

Sono sei anni che lo conosco, lui è stato qui anche nella stagione 2013-2014, era il mio primo anno qui a Perugia. Lo conosco bene, penso che siamo diventati molto amici. Passiamo anche tutto il tempo libero insieme perché io sto qui da solo, la mia ragazza infatti gioca a Firenze. Anche lui è da solo, allora siamo sempre a pranzo e cena insieme. Penso che questo rapporto speciale nasca dal tanto tempo che passiamo insieme noi due. Lui è un grandissimo giocatore, una grande persona che aiuta molto la squadra. È molto bravo nello spogliatoio perché è uno che sa come incoraggiare al punto giusto.

Ph. Luca Laici per Daily Volley

Aleksandar Atanasijevic ed il video check, una lunga storia d’amore.. Vogliamo proprio sapere perché!

Si è vero. I primi tre/quattro anni chiedevo sempre il videocheck perché avevo così tanta voglia di vincere che anche se la palla era molto fuori la vedevo dentro. Negli ultimi due anni sto provando a non chiederlo io perché tutti mi prendono sempre per il c.. in giro, e allora sto provando ad essere più tranquillo. Anche quest’anno sbaglio spesso però.

“Il mio sogno? Andare a medaglia alle Olimpiadi”

Un tuo sogno nel cassetto?

Sicuramente come ho detto prima vincere la Champions con Perugia, vincere di nuovo lo scudetto perché l’emozione che ho provato l’anno scorso è stata davvero unica, una cosa che si sente poche volte nella vita. Un altro sogno è sicuramente quello di andare alle Olimpiadi e vincere una qualsiasi medaglia. Questi sono i due sogni che ho e a cui penso quasi tutti i giorni quando mi vado ad allenare.

 

Ringrazio moltissimo Aleksandar per la disponibilità dimostrata nel fare quattro chiacchiere con me, e gli auguro un futuro ricco! e perchè no, di realizzare qualcuno dei suoi sogni quanto prima!

di Francesca Lupoli

Foto: Angela Abruzzese, Francesca Segoloni e Luca Laici per Daily Volley

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