UN MOVIMENTO CHE HA BISOGNO DI NOI

Ieri è stata una giornata grandiosa per l’Italia del Volley e per i nostri Azzurri.
Sarà stato l’ambiente spettacolare del Foro Italico, sarà stata la bella vittoria sul Giappone. Sarà stato soprattutto, forse, vedere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella fare la ola e tifare da vero appassionato, ma oggi vogliamo fare con voi e per voi u

Ph. Letizia Valle

na riflessione sul nostro movimento e sulla sua crescita nell’ultimo periodo. Così, per capire a che punto siamo.

Come inizio di quest’ascesa si potrebbero prendere forse le Olimpiadi di Rio 2016, quando le partite degli Azzurri hanno finito per essere mandate in onda su Rai2. Sembrava essere scoppiata una sorta di Italvolleymania: tutti parlavano di questi ragazzi che si avvicinavano sempre di più a conquistare la finale olimpica. Erano sulla bocca di tutti.

E’ innegabile che la pallavolo italiana abbia acquistato visibilità in quel momento e le aspettative, ora, sono molto alte per questo Mondiale casalingo, seguito da appassionati e non. Basti pensare all’articolo di ‪Eurosport.com‬ dal titolo “Italvolley per far risorgere lo sport di squadra italiano: dal 2011 non vinciamo un mondiale”.
O forse sarebbe meglio parlare di Mondiali, al plurale, visto che anche le Azzurre si apprestano a iniziare il loro cammino iridato. Si giocherà in Giappone dal ‪29 settembre‬, quando la competizione maschile sarà agli sgoccioli.

Ph. Federvolley

Anche le ragazze dell’Italvolley, dopo un’Olimpiade giocata sicuramente sotto tono, hanno dimostrato di poter fare bene. Nella Volleyball Nations League, che è finita a giugno con la mancata qualificazione alla F4, c’è stata comunque la consapevolezza di essere al livello di big come la Cina (battuta in casa), la Serbia, l’Olanda e il Brasile.

Proprio ieri, mentre gli Azzurri si apprestavano a giocare la partita inaugurale al Foro, le Azzurre di coach Mazzanti vincevano contro la Russia i Montreux Volley Masters con il premio di MVP del torneo consegnato ad Egonu.
Tra loro, sia alla VNL che a Montreux, c’era una certa Elena Pietrini, classe 2000, più volte titolare. Elena è stata accompagnata nella VNL da altre due giovanissime: Marina Lubian, anche lei classe 2000, e Sarah Luisa Fahr, classe 2001.
Proprio Sarah ieri è stata tra le protagoniste in campo della finale per l’assegnazione del titolo di Campione d’Europa U19 a Tirana con la nostra nazionale di categoria. Individualmente è stata anche investita del premio come miglior centrale.
Le Azzurrine hanno vinto il titolo giocando una partita a dir poco mozzafiato: hanno recuperato un enorme svantaggio passando dallo 0-2 al 3-2 contro la corazzata russa, proprio come le colleghe della Nazionale maggiore.

Ph. Cev

Insomma, in questo 9 settembre 2018 ne sono successe di cose, a dimostrazione del fatto che il volley italiano ed i suoi tifosi rispondono presenti non solo con i big, non solo con le Nazionali maggiori, ma anche con le più giovani che sempre più frequentemente con il duro lavoro e tanta voglia di fare riescono a guadagnarsi un posto in prima fila tra le loro pari, se così si può dire.
Lo stesso cammino che stanno compiendo le nostre giovanissime nazionali lo sta facendo tutto il movimento pallavolistico, che sta dimostrando a tutti di che pasta è fatto questo sport troppo spesso criticato e poco analizzato, poco vissuta da dentro, troppo spesso schiacciato da altri ambienti e altri sport. Ma noi alle schiacciate rispondiamo con il 9,6% di share registrato dalla Rai durante la partita degli Azzurri di ieri sera, con 1 miliore 722mila spettatori in visione, senza dimenticare gli oltre 11.000 spettatori del Foro, senza dimenticare tutti i sold out già fatti per le prossime partite in giro per l’Italia.

La pallavolo italiana merita questo e altro, visto il lavoro che sta facendo per alzare sempre l’asticella del livello tecnico e dei risultati, senza lasciare indietro nessuno. E poi.. lasciatecelo dire: solo i veri appassionati di questo sport possono capire l’emozione e l’orgoglio che si prova a vedere il Presidente della Repubblica prendere il proprio telefono e partecipare alla splendida coreografia improvvisata al Foro (come testimoniano le foto della nostra Letizia Valle) e scendere poi in campo per salutare ad uno ad uno i giocatori (locali e ospiti).
È vero, i tg generalisti spesso non parlano di tutto questo. Ma ci siamo noi, tifosi. Ci sono i giornali di settore, ci sono i social, attraverso i quali possiamo far sentire la nostra voce e “riunirci” virtualmente per creare un’esperienza tutta nostra.
Qualcosa di buono si sta facendo, molto altro si farà, il meglio deve ancora venire. Voi intanto invitate tutti gli amici che volete a vedere le partite al palazzetto, o al massimo a casa davanti alla tv, il posto c’è per tutti!

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