I No Vax attaccano Zaytsev: “quanto ti hanno pagato per far pubblicità?”

Non solo pallavolo sui profili social di Ivan Zaytsev ed è subito polemica.

“Beato te che ti è andata bene! Continuerei a giocare, senza fare pubblicità vaccinali, non ne hai bisogno”, commenta una donna.

“Finchè i danneggiati sono i figli degli altri possiamo fingere che non esistano!siamo tutti eroi!”

“Quanto ti hanno pagato x far pubblicità???”, scrive Paolo, insinuando che Zaytsev non solo sia retribuito per fare pubblicità alla campagna pro-vax, ma che sfrutti l’immagine di sua figlia per farlo. “Era meglio sponsorizzare mutande”, prosegue un altro, “voglio sapere chi ti ha pagato per questi hashtag!” domanda infervorata Elisa.

Ci sono stati molti commenti personali, offensivi, persino “minacciosi” nei confronti non solo di Ivan Zaytsev, ma anche di sua figlia che in questa storia è la prima a dover essere tutelata.

“Oggi tua figlia sorride ma tanti altri bambini sono morti o sono stati gravemente danneggiati”.

“Spero che Salvini lo rimandi al suo paese, sto zingaro”.

Si arriva poi a commenti profetici, che fanno accapponare la pelle alla solo lettura. E credeteci, ci fa davvero abbastanza male riportarli di seguito.
“Facile sorridere quando va tutto bene”.
“Vediamo quando poi le diagnosticheranno qualcosa che, ovviamente, non potrà essere ricondotto ai vaccini”.
“Chissà che danni porterà”.
“Fossi in lui non canterei vittoria così presto”.
“Ti auguro che sia così sorridente oggi e sempre. A volte il sorriso si spegne lentamente”.
Qualcuno persino inneggia al complotto per una foto di Zaytsev con Bebe Vio. “Coincidenze?! Io non credo”.

Zaytsev, bersagliato sui social, risponde senza timore

Lo Zar replica “Io oltre a giocare sono un PADRE che decide per i suoi figli e un ESSERE umano LIBERO di esprimermi”.

Non siamo qui a fare campagna pro vax, ma soltanto a chiedere alla gente di avere coscienza su qualunque cosa ed in qualunque circostanza, per non ritrovarsi a leggere sui social delle invettive a dir poco schifose contro una bambina di pochi mesi. Non siamo medici, ricercatori, studiosi. Siamo mamme, figli, zie e zii. Abbiamo un’opinione del tutto personale sul tema, magari diversa da quella di chi legge o forse affine, ed è giusto che sia così.

Un punto comune a tutti, però, dovrebbe essere il rispetto, l’educazione e soprattutto l’umanità.
Attaccare una bambina così piccola ed i suoi genitori per una scelta privata e personale è tutto meno che umano, educato e rispettoso. E’ schifoso, passateci il termine.
Ciascuno è libero in Italia di fare la propria scelta a riguardo, ma per coerenza sarebbe bello non inneggiare alla propria libertà di espressione per poi cercare di soffocare quella altrui.
Davvero, fatevi del bene. A volte è meglio tacere.

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