Modena Volley e Radostin Stoytchev: parla la squadra

 Ieri sera, in diretta su TRC TV nel programma “Barba e Capelli” si è consumato l’ennesimo episodio fra Modena Volley e Radostin Stoytchev.
Le condizioni però sono particolari: TUTTA la squadra di Modena Volley è presente, dietro le quinte. Una decisione di gruppo che lascia intendere come le dinamiche, a dispetto del giudizio di alcuni, siano forti e la squadra sia salda.
Si è parlato di molte cose, i giocatori hanno tenuto a raccontare la loro verità, “perché il pubblico doveva sentirla da noi” chiariranno alla fine. Ma andiamo con ordine.
Inizia a parlare il capitano, Bruno Mossa de Rezende: “Siamo qui di nostra spontanea volontà. Chi è qui oggi è perché si sentiva di venire e per far vedere che il gruppo è unito e i polemici non sono solo Earvin o Bruno […]”.
A proseguire è Earvin Ngapeth, che fa un raccordo fra la stagione scorsa e quella appena conclusa. “Il clima è differente, il gruppo è sicuramente più unito rispetto allo scorso anno. Bruno ha una capacità di creare coesione tra i giocatori. […] Quest’anno avevamo aspettative differenti, volevamo vincere e avevamo la squadra per farlo. Il progetto di Catia l’ho capito fin dall’inizio: quando ho firmato le dissi ‘Fai il possibile perché torni Bruno. L’allenatore lo scegli tu, sai che prendendo Stoytchev è un rischio’. Noi siamo spontanei, nella vita e nel gioco. Lui è un allenatore troppo differente da noi. Lei lo voleva fortemente, così le dissi ‘Io ci sono, ma secondo me sarà difficile’. Ho capito quasi subito che non saremmo andati d’accordo, per vari motivi e ho fatto il possibile per farlo capire a Catia”. Un tentativo, si può dire a posteriori, non pienamente riuscito.

“Gli ho detto che non lo sopportavo più”, Earvin Ngapeth

Interviene anche Daniele Mazzone, che spiega: “Io sono qui perché ho 3 anni di contratto con Modena, voglio crearmi un futuro qui e adesso lo vedo incerto e grigio […]”.
Earvin Ngapeth continua dicendo di aver fatto il possibile per spiegare la situazione a Catia Pedrini, presidente di Modena. Racconta anche come si sarebbe svolto l’episodio avvenuto sotto Natale che tutti ricorderete. 
“Io ero a fare terapia,  dichiara il francese– ha detto una parola con mio fratello che riguardava me. Sono tornato a casa, al mattino alle 8.30 ero in ufficio e gli ho detto tutto quello che pensavo, ovvero che non lo sopportavo più e finchè sarebbe stato l’allenatore di Modena, io non avrei più giocato per Modena. Ho avvertito subito Catia. […] Prima della partita con Padova le dissi che sarei tornato ad allenarmi, ricevendo il suo consenso. Arrivo al palazzetto e Stoytchev rifiuta di farmi entrare, successivamente ha fatto uscire il comunicato che non avrei giocato perché non volevo più giocareTutto l’anno ha detto bugie“.

Max Holt:” Se Stoytchev resta, mi riservo di pensare al mio futuro”

Accusa non di poco conto quella che esce dalla bocca di Earvin Ngapeth. Ci tiene a raccontare tutte le emozioni che ha vissuto e gli episodi che ha dovuto subire. Entra in studio anche Maxwell Holt, che dichiara di avere ancora un contratto in essere con Modena Volley. “Se cambia allenatore resto a Modena al 100%. Se resta mi riservo di pensarci”.
Bruno e Ngapeth aggiungono dettagli su questa storia d’amore mai nata col tecnico bulgaro. A quanto si evince dalle dichiarazioni dei due, il coach era già alla ricerca di giocatori per la nuova stagione da novembre. “A fine febbraio, aggiunge Bruno, era già alla ricerca di Christenson. […] Modena è un modello societario mondiale per la pallavolo, se vuoi cambiare tutto sei un po’ troppo presuntuoso”.
Si parla molto di valori diversi, modi differenti di concepire il gioco e l’aspetto umano. Ngapeth afferma che tutta la squadra di Modena Volley, in più di un’occasione, sia stata vittima di uno scarica barile da parte di Stoytchev. L’allenatore infatti avrebbe addossato tutta la colpa di alcune sconfitte ai giocatori – si cita l’esempio di gara 1 con la Lube- senza mai assumersi anche le proprie responsabilità.

Bruno resterà a giocare per Modena Volley? Forse.

Reggianini, il presentatore, pone una domanda secca a Bruno. Resterai a giocare per Modena Volley? Il regista risponde sinceramente: “Ho un legame forte con la città e Catia, parla molto il cuore. Si parla di Civitanova, ma ho avuto proposte dal Brasile, in vista di Tokio ho bisogno di giocare ad alto livello. La Lube mi ha fatto una proposta, anche se ho detto che avrei giocato solo a Modena, avevo detto che non avrei mai giocato con Rado ed invece… C’è ancora margine perché rimanga a Modena”. 
Tutti i tifosi che in questi giorni si sono preoccupati per la sua partenza possono, almeno per ora, tirare un sospiro di sollievo. Forse un accordo si può trovare.
Seguendo il suo compagno, anche Ngapeth parla di futuro e possibilità. “Se non ci fosse stato Stoytchev sarei rimasto a Modena e avrei rifiutato l’offerta”. Una dichiarazione che lascia trasparire una certa difficoltà nello scegliere di andare a Kazan. È una squadra fortissima, ma Earvin avrebbe rifiutato, per restare con Modena Volley, senza coach Stoytchev.
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Episodi gravi anche dal punto di vista umano. Infortuni gestiti male

A questo punto è Bruno a lanciare un sasso, c’è da dirlo, umanamente pesante. Si parla di un episodio personale che ha coinvolto uno dei giovani della rosa di Modena Volley, Alberto Marra. “Non esiste la gestione del giocatore e dell’uomo – asserisce il regista brasiliano-. Prima di gara 2 contro Milano, Marra ha perso il nonno e non lo ha lasciato andare al funerale perché doveva fare allenamento”. Urnaut si inserisce chiarendo che resterà a Modena, perché si è trovato bene. Entrano in studio anche Salvatore Rossini e Marteen Van Garderen, che ampliano il punto di vista sulla situazione. Parla di infortuni Rossini, i numerosi che hanno caratterizzato in negativo questa stagione per Modena Volley.
Il libero dice: “Noi concordiamo con quello che è stato detto da Bruno, Earvin e tutti gli altri. Non è vero che siamo arrivati rotti, è un insulto alla nostra professionalità. Molti infortuni sono stati sottovalutati e si sono aggravati come ad esempio Argenta, Sabbi  e Tosi. La verità va detta almeno dal punto di vista umano”. Bruno gli dà man forte, ed il libero aggiunge che quasi ogni giorno uno di loro si ritrovava a fare una risonanza in ospedale.

Van Garderen: “Psicologicamente siamo stati male”

Van Garderen racconta poi il vissuto di chi ha visto la panchina per quasi tutta la stagione. “Sono venuto qua per provare a vincere, non ci siamo riusciti e dispiace tanto. È stato un anno che, sia io che altri, psicologicamente siamo stati male. Da parte dello staff tecnico ho avuto l’impressione che non ci volessero aiutare. Avrò parlato con Rado due/tre volte in tutto l’anno. La panchina non è mai presa in causa”. La chiusura è di Bruno e Ngapeth che chiariscono il motivo di quest’intervista. Era giusto che il pubblico sapesse, e che sapesse dai propri beniamini. La presidente, dice Ngapeth, sapeva che avrebbe parlato. Dice anche: “Per il mio ritorno ho già parlato con Catia”.
 
Dopo la trasmissione ieri sera sui social si è scatenato un vero e proprio terremoto. Sostanzialmente il pubblico di Modena Volley è spaccato in due. C’è chi dà ragione al tecnico bulgaro, asserendo che a Modena non c’è posto per le prime donne. A vincere deve essere la squadra nella sua totalità. Altri invece si sono ricreduti, e credono alle parole dette dai giocatori. “Troppo precise e dette da troppe persone”, questa è l’opinione prevalente. Ricordiamo infatti che tutta la squadra era presente in studio, è arrivata compatta e con unione d’intenti. Dopo la bomba venuta fuori ieri sera, non ci resta che attendere, speriamo non invano, una replica di Radostin Stoytchev. Per Modena Volley, per i tifosi, per capire quale sarà il futuro suo e della squadra.
 
 
 

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