#DAILYINTERVISTE: LUDOVICO DOLFO, NUOVO SCHIACCIATORE DI BERGAMO SI RACCONTA AI NOSTRI LETTORI

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di Francesca Lupoli

Foto in evidenza: Luca Giuliani

É passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ci siamo trovati tutti qui riuniti per una delle nostre #dailyinterviste! Vi siamo mancati?

Dopo un’assenza così prolungata non potevamo che tornare a bomba con un personaggio d’attualità, che proprio una decina di giorni fa si è trovato al centro delle “cronache rosa” del nostro mondo. Classe 1989, nato e cresciuto a Treviso, il suo idolo? O’ Fenomeno, Samuele Papi. Aggiungo che appunto dieci giorni fa ha detto il fatidico sì alla sua fidanzata Samantha. Non avete ancora capito di chi sto parlando?

La chiacchierata che leggerete oggi è quella avvenuta con Ludovico Dolfo, schiacciatore attualmente in forze alla Caloni Agnelli Bergamo. Abbiamo avuto modo di parlare di tante cose, ma innanzitutto del suo splendido matrimonio. Pronti a saperne di più su questo ragazzo?

Ti sei sposato solo la settimana scorsa. Sui social abbiamo visto qualche foto delle nozze, ma raccontaci: com’è stato questo giorno?

È stato tutto meraviglioso. Un sogno che si avvera, siamo davvero molto felici assieme e lo volevamo con tutto il cuore. Un giorno speciale che rimarrà per sempre nei nostri cuori. Ah la prossima estate lo vogliamo rifare, stavolta in California (in chiesa)!

E pensare che c’è chi dice che il matrimonio è un’usanza ormai sepolta.. Ma andiamo avanti con l’intervista!

Dolfo1Sappiamo che tua moglie Samantha non è italiana, ma viene dagli USA. Come vi siete conosciuti? Che cosa ti ha catturato di lei?

Ci siamo conosciuti ad un camp a Bibione, esattamente quattro estati fa. Lei era nel gruppo degli English coaches, mentre io con quello degli italiani della BVA (Beach Volley Academy) nel progetto beach volley&school. È stato amore a prima vista. 

Mi ha colpito subito il suo viso, diciamo pure che mi ha fatto impazzire. Poi ovviamente il suo corpo, che non è da meno. Successivamente, parlando con lei, ho trovato subito una ragazza simpaticissima,alla mano, scherzosa, sportiva e sempre sorridente. Perfetta direi. Da lì è iniziato tutto.

Facciamo un po’ sognare i nostri lettori più romantici.  Com’è arrivata la proposta di matrimonio?

É stato una mattina a colazione che le ho fatto la proposta. Ci stavamo pensando da un po’, devo ammetterlo. 

Il grande passo c’è stato dopo circa tre anni di fidanzamento. Ci sono stati momenti in cui hai sentito che la pressione del tuo lavoro (gli allenamenti, le trasferte) era difficile da conciliare con il rapporto con Samantha?

Devo dire proprio di no, perché conviviamo da quasi 3 anni. Samantha ha preso la grande decisione di venire qui in Italia a vivere con me e stiamo praticamente sempre assieme. Quindi siamo ormai abituati ad unire gli allenamenti e le trasferte di uno e dell’altra.

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Dopo aver un po’ spulciato la tua vita privata, torniamo al campo sportivo! A soli 28 anni vanta la presenza in diverse squadre di Serie A1, la vittoria di ben quattro scudetti giovanili e, con la nazionale seniores, un bronzo in Grand Champions Cup!

Parliamo un po’ di Ludovico pallavolista. Sei di Treviso, quindi sei cresciuto nel vivaio della mitica Sisley. Come ricordi quegli anni?

Sono stati anni stupendi. Anni dove la Sisley regnava in tutti i sensi. È stata la squadra,  a mio avviso, più forte di tutti i tempi, tanti campioni. Ed anche a livello giovanile non era da meno. Investiva molto sul vivaio ed infatti sono riuscito a vincere ben quattro scudetti giovanili. Per me poi che sono nato a Treviso è sempre stato un orgoglio in più. Un’esperienza unica.

Immagino che la notizia della chiusura di questa storica società, all’epoca, sia stato un colpo duro da digerire, come del resto per tutti gli appassionati.

Purtroppo quando chiuse io ero nel roster dell’ultima Sisley. Ci trasferimmo a Belluno per giocare le partite ma ci allenavamo sempre al PalaVerde. È stato molto triste e demoralizzante vedere chiudere la società che mi ha dato tutto come persona e formato come giocatore. 

Un colpo che ancora oggi faccio fatica a digerire, e penso di non essere l’unico. Tutti vorremmo che la Sisley fosse ancora nell’Olimpo del volley.

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Hai militato in diverse società durante la tua carriera: Loreto, Castellana Grotte, Città di Castello, per nominarne alcune. Qual è l’esperienza che ricordi con più piacere? Perché?

Difficile sceglierne una, perché comunque ci sono state belle e brutte esperienze durante le varie annate. Forse i primi due anni a Loreto, dove sono uscito di casa per la prima volta e mi sono formato come giocatore professionista. In un posto stupendo dove mi sono divertito molto ed ho dimostrato fin da subito il giocatore che ero e che sono tutt’oggi. 

Confrontarmi subito con la serie A1, appena uscito dalle giovanili Sisley,  con un grande allenatore come Luca Moretti è stata la scelta più giusta che potessi fare. 

Devo comunque ammettere che anche nelle altre annate mi sono trovato bene.

 

Ph. Luca Giuliani
Ph. Luca Giuliani

Per il prossimo ciclo ti vedremo in forza alla Caloni Agnelli Bergamo. Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa società? Che cosa ti aspetti dalla stagione che verrà?

Ho scelto Bergamo innanzitutto per il progetto ambizioso che ha. È una società che vuole fare molto bene con uno sponsor e staff tecnico di alto livello per la categoria. Ci sono le basi per fare bene e non vedo l’ora di iniziare e di mettermi in gioco. Vogliamo entrare in Coppa Italia e nei playoff,  poi per il resto vedremo. Non ci poniamo limiti. 

 

Quella prevista per la prossima Serie A2 è sicuramente una formula complessa, che vi porterà a giocare un campionato molto  lungo. Cosa pensi di questa competizione a 23 squadre? Non sono forse troppe?

Un campionato a 23 squadre non si era mai visto prima ed ammetto che non mi soddisfa più di tanto. La qualità del gioco sarà sicuramente minore rispetto agli altri anni e questo campionato molto lungo porterà ad avere molti alti e bassi. La salute dei giocatori sarà fondamentale per arrivare fino in fondo. Speriamo di non avere molti infortuni e di arrivare al top della forma nelle partite che contano. Sarà il nostro obiettivo principale. 

P.S: non ricordate di cosa stiamo parlando? In quest’articolo è spiegata passo per passo la nuova formula della Serie A2 Unipolsai!

Vorrei chiudere con una piccola curiosità. Hai sempre portato sulle spalle, in tutte le squadre per cui hai giocato, il numero 6. A cos’è dovuta questa scelta?

Il numero 6 che porto sempre da quando avevo 12 anni è dovuto al mio idolo pallavolistico: Samuele Papi. Persona e giocatore unico e inimitabile. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e posso solo dire una parola per descriverlo: Fenomeno.


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Un immenso grazie a Ludovico, per aver condiviso con me e con tutti voi alcuni particolari della sua vita privata, ma soprattutto un grande in bocca al lupo per la stagione che verrà!

 

 

 

 

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