#SHOESGATE: IVAN ZAYTSEV DICE LA SUA

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Dopo quelle di Cenerentola credo che quelle di Zaytsev siano state le scarpe più discusse della storia [si fa per dire eh!].

Ne hanno parlato tutti, e tutti continuano a parlarne,  l’unico che ancora non aveva proferito parola era proprio il protagonista…almeno sino ad oggi. Finalmente, dopo settimane, lo schiacciatore della nazionale (o quantomeno ex) ha fatto la sua confessione rilasciando un’intervista a Sky TG24 HD andata in onda già da qualche ora. Noi l’abbiamo seguita e ve la raccontiamo in breve.

Innanzitutto, partiamo dal principio per chi non avesse seguito con cura la questione. In parole molto povere all’atleta argento olimpico a Rio 2016 sarebbe stata revocata la convocazione al ritiro con la Nazionale, perché vorrebbe usare un paio di scarpe diverse da quelle sponsorizzate dalla Federazione. Pensate che sia solo un capriccio di un atleta a cui la fama ha dato alla testa? E invece no! Ivan Zaytsev, il cui sponsor tecnico sarebbe l’Adidas, ha fatto richiesta di poter usare le scarpe alla quale è legato anche per contratto al posto di quelle della Mizuno, sponsor della Nazionale, con cui ha riscontrato delle difficoltà funzionali. E insomma, dopo aver provato svariate soluzioni non accettate da entrambe le parti, la FIPAV fa avere al giocatore la sua revoca dal ritiro. E BOOM, Shoesgate e caso nazionale.

Ma sentiamo invece cos’ha da dire il nostro schiacciatore.

Nell’intervista rilasciata ad Alessia Tarquinio di Sky l’atleta esordisce così: ’E’ una strana storia, che mi lascia un po’ di amaro in bocca, mi lascia deluso per come è andata a finire. Sono stato dipinto come un mercenario, una persona legata ad un brand sportivo’. Tiene anche a specificare che nel suo contratto c’è una clausola che lo lascia comunque libero di usare qualsiasi marca di scarpe sponsorizzate dalla nazionale. Perciò, da parte sua, problemi nell’utilizzare le Mizuno anziché le sue Adidas non ce ne sono. Ma, c’è un piccolo Ma: dopo le Olimpiadi, racconta l’atleta, la Mizuno aveva cercato di contrattualizzarlo, ma la trattativa era andata a farsi benedire poiché lo schiacciatore non si era trovato bene con il tipo di scarpa.

A questo punto lo staff di Zaytsev solleva la problematica e gli viene autorizzato l’utilizzo della sua scarpa fin tanto che non fossero soddisfatte le sue richieste per un modello da basket adatto al suo piede. Ed ecco che finita la settimana in cui allo schiacciatore era stato concesso di giocare con la sua scarpa Adidas, all’ultimo giorno di ritiro scoppia la bomba: mentre a tutti gli altri atleti viene organizzato il viaggio per il ritiro a Cavalese, allo Zar vengono riferite le parole pesanti del presidente della Federazione Cattaneo: O lui indossa le scarpe dello sponsor o non può andare in ritiro’. E chi non ne rimarrebbe spiazzato?

E’ una situazione surreale, per me difficile, per l’amore che provo per la nazionale, ritrovarmi a vivere un problema del genere, non poter stare in gruppo, non poter stare a contatto dei ragazzi, non poter essere fisicamente lì a prendere a pizze il pallone cosa che amo di più al mondo mi fa strano per un problema del genere. Non me lo sarei mai aspettato di ritrovarmi in una situazione così’ confessa l’atleta ai microfoni di Sky.

A tutta questa questione Ivan propone una soluzione, che apparentemente sarebbe anche semplice da realizzare, ossia: trovare una scarpa adatta a lui del marchio che sponsorizza la Federazione. Purtroppo le scarpe proposte erano sì più adatte alle sue esigenze, ma in allenamento gli avevano provocato degli acciacchi alle caviglie documentati dallo stesso staff medico della nazionale. Tuttavia, nonostante questi problemi, lo schiacciatore rimane aperto nei confronti della nazionale e concede la sua massima disponibilità per cercare una vera soluzione che gli possa permettere di andare a giocare gli europei senza farsi male.

La soluzione c’è…Darei anche una gamba per la nazionale” .

Nell’attesa di sapere come andrà a finire questa storia infinita [Sperando ovviamente che si concluda nel migliore dei modi…magari con una nuova convocazione dello Zar], mi sento di spendere giusto due personalissime parole. Elogiamo tanto la nostra pallavolo come uno sport differente dagli altri, ma ahimè, così facendo ce lo state distruggendo. Cara federazione e cari tutti chi di dovere, quando si parla di nazionale, di europei e soprattutto di sport, che sia Mizuno, Adidas, Nike o chicchessia a noi non ce ne può fregar di meno.

 

Di Arianna Mecozzi

 

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