Superlega: l’arrivederci della Pallavolo Molfetta

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Dopo giorni di notizie, attese, domande ed ipotesi, è arrivata nel corso della settimana passata, tramite un’accorata lettera ai tifosi, la comunicazione che la Pallavolo Molfetta non si iscriverà in Superlega la prossima stagione.

A scrivere questa lunga missiva è il presidente della società pugliese, Antonio Antonaci. In un fiume di parole elenca i motivi che hanno portato a questa dolorosa scelta.

Qui un estratto:

“Cari tifosi, cari appassionati,

Oggi, 22 maggio, ci troviamo a comunicare una notizia che di certo non farà piacere ai tifosi, ma di cui forniremo le motivazioni. Pur avendone diritto,  per aver sempre rispettato ogni  obbligo contrattuale e regolamentare, la Pallavolo Molfetta non si iscriverà alla prossima Superlega. (…) Una decisione sofferta, (…) ma che si spera possa essere “solo” un momento di una storia che continua.

Fondamentalmente i motivi sono due: l’assenza di un main sponsor interessato ad investire, per promuovere il proprio brand, con mezzi finanziari adeguati al mercato della SuperLega,  e il numero limitato di posti a sedere del PalaPoli. Sono due fattori che analizzeremo con calma e lucidità, nella speranza di fornire uno specchietto chiaro della situazione attuale.

Partiamo dalla questione sponsor principale. In questi anni Molfetta ha vissuto grazie soprattutto alle sponsorizzazioni di aziende, molfettesi ma non solo. Soprattutto con il main sponsor abbiamo sempre provato ad aprire un canale privilegiato (…) ma ci è mancata la figura di un imprenditore-presidente alle nostre spalle. Le grandi realtà del volley italiano hanno in questo una chiave importante: un uomo in grado di sostenere anche economicamente il progetto. (…)

Questione palazzetto. Oltre tre anni fa è stato sottoscritto il regolamento di Lega che imponeva, a partire dalla stagione 2017/18, di avere una “casa” di 3mila posti. Lo sapete, non abbiamo una capienza del genere. I nostri numeri, dopo l’ampliamento della struttura, parlano di 1682 spettatori, più 60 atleti. (…) Sono numeri non sufficienti per la Lega, con la quale i rapporti sono comunque ottimi e franchi. Il PalaPoli, il PalaBolgia, nostro mitico fattore aggiunto oggi non rispetta i parametri che la Lega ci impone e che noi conosciamo bene. Dovremmo andare fuori per disputare il campionato, individuare una realtà alternativa. (…) Sarà il tempo, eventualmente, a dirlo.”

 

Una doccia gelata per tutti gli appassionati. Per chi ha sempre creduto, o forse sarebbe meglio dire sperato, che bastassero la gioia, l’impegno e la dedizione per raggiungere una storia come quella scritta dalla Pallavolo Molfetta negli ultimi anni. Purtroppo sono i numeri a farla da padrone, e la matematica non lascia scampo ad una scelta drastica, che tocca e ferisce i cuori di tutti i tifosi, molfettesi e non. Non entrerò nel merito delle questioni esposte dal presidente Antonaci, sono già chiarissime e non hanno bisogni di altri dettagli per essere spiegate. Sono qui per un altro motivo, per cercare di rendere omaggio ad una realtà come quella della Pallavolo Molfetta.

Rendersi conto che, com’è successo in passato ad illustri società come Cuneo o Treviso, una realtà così calda e passionale sia costretta a chiudere i battenti nel massimo campionato, almeno per un po’, provoca un grande dolore.

Un dolore che non cancella però le imprese compiute dai campioni che quel campo l’hanno calcato e vissuto. Storica la promozione in A1 conquistata grazie al 3 a 1 rifilato a Padova nel maggio 2013. Definirei eroiche tutte quelle partite vinte dai leoni pugliesi, in Superlega, contro le corazzate che intimoriscono tutti: Trento, Perugia, Civitanova. Per due anni di fila l’Exprivia si è giocata l’accesso alla Challenge Cup. Ha messo in campo passione e tenacia anche quando sembrava che tutto fosse finito, che non ci fossero più speranze.

Chi ci legge sa che non mi spendo mai in lodi troppo esose. Ma in questi meravigliosi due anni ho potuto “studiare” diverse realtà, diverse cornici di pubblico. Quella che mi è rimasta nel cuore è chiaramente, o non ne parlerei, proprio quella di Molfetta. Sarà perchè li ho vissuti, li ho visti in azione. Li ho conosciuti anche attraverso i racconti di persone che conosco. Anche il presidente Antonaci non dimentica di menzionare, nella sua lettera, il settimo giocatore in campo:  il popolo dei Fedelissimi.

Una spinta in più per i propri giocatori quando la situazione sembrava colare a picco. Una passione indescrivibile nata e consumatasi su quegli spalti, tutte le domeniche. Un palazzetto freddo ed inerme è diventato, durante i match di casa, una bolgia infuocata. Tutti i giocatori (o quasi) passati per Molfetta ricordano con affetto questo gruppo di tifosi appassionati e fedeli. E li ringraziano. Nel mio piccolo sento di farlo anche io.

A nome di tutti coloro che sono addetti ai lavori, grazie perchè ci date sempre qualcosa di particolare, ironico, divertente da scrivere. Il campionato non sarebbe stato lo stesso senza i vostri video in Autogrill, durante l’ora della tiella. A nome mio, grazie per aver reso la mia esperienza fra voi indimenticabile. Spero di poter tornare molto presto in “casa” vostra. Grazie per le emozioni che avete fatto provare a tutti noi vedendovi tifare in modo instancabile. Grazie a ciascuna mamma, ciascun papà e ciascun bambino presente in quel palazzetto. Lo avete arricchito di gioia e speranza, mettendo in pratica la convinzione che ho sempre avuto. Il volley è uno sport per famiglie.

Grazie infine alla società, che, nel bene o nel male, in questi anni ha cercato di costruire squadre sempre competitive. Hanno regalato gioie ed anche dolori a tutti gli appassionati. Le luci della Superlega calano nel PalaPoli, e sulla Pallavolo Molfetta, ma ci auguriamo tutti, io per prima, che questo sia solo un arrivederci che possa durare il tempo necessario ad acquisire le forze, per poi tornare più forti e cazzuti di prima.

Dalluegneun!

di Francesca Lupoli

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