#DAILYINTERVISTE: DANIEL MACIEL DE SOUZA SI RACCONTA

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Era un po’ che non ci addentravamo nei meandri di domande scomode con qualche protagonista del volley nostrano.. E che ci sta a fare zia Francesca secondo voi? Ma naturalmente a soddisfare la vostra curiosità da delfino delle caramelle Dufour.

Per l’intervista di oggi ho deciso di contattare un giocatore straniero, che si è affacciato solo quest’anno nel campionato italiano, ed ha indossato per questa stagione la maglia di Tuscania. 196 cm e un braccio che se ti prende ti scrocchia come una noce, Daniel Maciel De Souza è classe 1988, nato a Belo Horizonte, in Brasile, patria del calcio, del samba e della feijoada (e te pare che io non penso sempre a mangiare). Parla correntemente inglese, francese e naturalmente portoghese, e sta cercando di imparare qualche parola di italiano. Ha giocato in campionati che non vi sto nemmeno a dire, perchè ve lo racconterà lui, ma ha veramente viaggiato in lungo ed in largo per tutto il globo.

Ieri sera la sua Tuscania ha perso gara 2 dei quarti di finale dei Playoff Promozione contro la BCC Castellana Grotte, così il sogno della società laziale di approdare alle semifinali si è infranto, ma nonostante questo nessuno dimentica la stagione giocata, nemmeno Daniel, che ci parla dell’ambiente di Tuscania in maniera esaltante.

Ma adesso basta, vi sarete anche stufati di sentir parlare me, perciò microfoni (anzi tastiere) a Daniel, e buona lettura a tutti!

1) Sei un giramondo: sei partito dal Brasile per arrivare a giocare in paesi come Egitto, Estonia, Repubblica Ceca. Cosa è stato a spingerti così lontano da casa tua?

Da quando ho iniziato a giocare a pallavolo ho sempre pensato di trasferirmi in altri paesi ed accumulare più esperienza che potevo dagli altri giocatori e dagli allenatori. È stato il mio desiderio di fare grandi cose ad ispirarmi a muovermi in direzione dei miei obiettivi.

2) Tra le esperienze che hai fatto nella tua carriera sinora, quale ricordi con più piacere? E perchè hai scelto proprio quella? 

Ho fatto un sacco di esperienze nella mia carriera sinora, sia buone che cattive. Ricordo con più piacere la mia esperienza in Estonia: ho affrontato una situazione difficile e sono stato capace di gestirla. Ho giocato per un club che non aveva un budget così elevato, nel quale tutti, dal coach allo staff, abbiamo dovuto fare sacrifici per mantenere la società nella miglior condizione possibile. Era un club con ragazzi davvero giovanissimi, che avevano poca esperienza: era un mix di giovani con nessuna esperienza alle spalle ed altri che ne avevano pochissima.

Quando sono arrivato lì non credevano di poter raggiungere un traguardo degno di nota: durante i primi ritrovi prima dei match, o addirittura dopo qualche allenamento, ho sentito dire dagli altri giocatori che la nostra squadra non sarebbe mai stata capace di vincere una partita contro una delle squadre di vertice. Io dissi che saremmo stati in grado. Abbiamo lavorato duramente, ed io ho faticato più che potevo, e quando ho visto che l’80% dei ragazzi mi stava seguendo nel fare allenamenti extra e nel lavorare sodo, i risultati sono arrivati. 4 campionati e quattro volte siamo saliti sul podio. Addirittura una stagione abbiamo collezionato 20 vittorie su 22!

3) Sei arrivato quest’anno nel campionato italiano per giocare con Tuscania. Quali erano le tue opinioni iniziali su quest’esperienza, e perché hai scelto proprio l’Italia ? 

La mia idea era quella di provare il campionato italiano, perchè la tradizione pallavolistica italiana è vista con grande rispetto, ed ho sentito dire cose molto positive su questo paese dai miei compagni brasiliani che hanno giocato qui, sia in Superlega che in A2. Per questo ho deciso di esserci. Sono arrivato con la mentalità di migliorare e di collezionare più esperienza e conoscenze dai miei compagni e dal mio allenatore, come ho già detto. Sono sempre affamato se si tratta di migliorare.  

4) Parliamo un po’ della stagione corrente. La tua squadra ha iniziato molto bene il suo percorso, dalla Coppa Italia però c’è stato un calo.. Che opinioni hai in merito?

Beh, non mi piace lamentarmi di qualcosa quando sto affrontando una situazione difficile, ma in questo caso voglio solo dire che abbiamo fatto e stiamo facendo del nostro meglio, finché tutte le questioni sul limite dei giocatori stranieri che si sono verificate nel club non hanno arginato un po’ il nostro lavoro.

Appena prima della finale di Coppa Italia Riccardo Pinelli, si è infortunato, e solo nell’ultimo match è potuto tornare in campo. Al suo posto la società ha ingaggiato Andrè Talarico, alzatore brasiliano, e la presenza di un altro giocatore straniero ha inevitabilmente creato qualche grattacapo.

Il calo è stato una conseguenza di questo fatto, però stiamo ancora lavorando duro per raggiungere i nostri obiettivi e tornare sulla retta via. Avevamo un primo obiettivo, ed era quello di arrivare ai playoff, adesso dobbiamo combattere per raggiungere la prossima fase.

(L’intervista è stata realizzata prima che Tuscania perdesse gara 2 dei quarti di finale con la New Mater Volley, che ha avuto così accesso alle semifinali dei playoff promozione).

5) Aldilà delle prestazioni, Tuscania ha un pubblico molto caloroso. Qual è il tuo rapporto con la Bolgia, la vostra tifoseria?

Decisamente, Tuscania ha una delle più appassionate tifoserie che io abbia mai incontrato in tutta la mia carriera. Sul mio rapporto con loro posso dire che è la migliore possibile. Mi sono fatto dei grandi amici fra loro e stiamo sempre insieme, giocatori e fans. Siamo come una grande famiglia.

6) Adesso possiamo parlare di qualcosa di più personale. Dimmi qualcosa di più su Daniel come persona, non solo come giocatore.

Beh, Daniel è una persona che cerca sempre di essere positiva, che parla un sacco, adora ridere, è spiritoso. Dice sempre quello che pensa su qualunque cosa. Sono sposato, e adoro passare il mio tempo libero con gli amici e con la famiglia. Mi piace incontrare nuove persone, ascoltare le loro vite, sentire qualcosa di più sulla loro cultura, il loro paese, le loro esperienze. Durante la stagione di gioco disciplinato al 100%, una volta conclusa mi godo la mia vita fuori dalla pallavolo, ma sempre facendo qualcosa che mi mantenga in forma nel caso in cui debba andare a giocare da qualche parte (ride).


7) Sui social sei attivissimo! Ho visto molti post in cui analizzi i video dei match in cui hai giocato. Se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo che sta iniziando il suo percorso nella pallavolo, nel tuo stesso ruolo,cosa gli diresti? 

Sì, mi piacciono i social media perché lì ho trovato un modo di condividere le mie esperienze con i giovani che hanno il sogno di diventare dei giocatori di pallavolo. Io cerco sempre di ispirare le persone ad andare avanti. Il consiglio principale che potrei dare a tutti loro è quello di trovare amore in quello che fanno. Devono imparare ad amare l’allenamento con i pesi, con la palla, quello fisico, la sua importanza.

Devono prestare attenzione particolare alla tecnica, perchè ogni squadra vuole un giocatore con Potenza, salto verticale molto alto, ma se tu possiedi tutto questo ed in più possiedi una buona qualità tecnica, sarai sempre sulle liste dei club. Se fisicamente non puoi raggiungere le qualità che ho menzionato prima ma sei tecnicamente fantastico, sarai in lista lo stesso.

8) Hai piani per il futuro? Ti vedremo indossare la maglia di Tuscania nella prossima stagione, e magari combattere per quello che vi è sfuggito quest’anno?

Mi piacciono le sfide. Beh, è presto per dire qualcosa sul mio futuro ma io ho fame di crescere come giocatore. Guarderò sempre a qualcosa che mi dia la possibilità di migliorare e di raggiungere obiettivi sempre maggiori nella mia carriera.

Se il progetto di Tuscania mi fornirà una prospettiva per la prossima stagione, resterò di sicuro.

Che dire, realizzare quest’intervista è stato per me un piacere, oltre che un ottimo spunto di riflessione. Ancora un enorme grazie a Daniel per la disponibilità ed un in bocca al lupo da parte di tutto lo staff di Daily Volley per il futuro!

di Francesca Lupoli
Foto: Luca Laici

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