NO A #ROMA2024: UNA ROMANA DICE LA SUA..

Ieri sera ho pubblicato un articolo qui che raccontava le vicende avvenute ieri pomeriggio fra il sindaco di Roma Virginia Raggi ed i presidenti dei nostri comitati, olimpico e paralimpico, Giovanni Malagò e Luca Pancalli.

La politica M5S ha ribadito anche fuori dalla campagna elettorale il suo deciso no allo svolgimento della manifestazione nella Capitale. In conferenza stampa ha infatti spiegato che sarebbe da pazzi irresponsabili dire sì ad una simile impresa, e che potrebbe ulteriormente portare a picco le condizioni di Roma.

Come ricordato ieri esiste ancora qualche possibilità di sopravvivenza del progetto, ma è molto flebile.

I fatti sono certa li conoscerete tutti: ne abbiamo parlato noi, ma prima ancora giornali, tg, dirette streaming hanno fatto la cronaca di quanto accaduto ieri in Campidoglio.

Adesso mi sembra sia venuto il momento di esporsi, di dire la propria su un argomento che divide come questo.

Come credo molti cittadini italiani sono una di quelle che ha una posizione ibrida sulla questione #Roma2024: da amante dello sport, blogger ed ex sportiva sono infatti favorevole allo svolgimento del maggior evento sportivo mondiale nel nostro paese, nella MIA città! D’altro canto mi rendo conto di quanto una cosa simile possa essere dispendiosa per le nostre tasche, già eccessivamente alleggerite da tasse e quant’altro.

Sono nata 22 anni fa in un policlinico universitario di Roma, sono cresciuta nelle scuole pubbliche del quartiere, i miei genitori sono due normali stipendiati, quindi non ho mai avuto particolari “agi” dal punto di vista materiale e logistico. Sono sempre andata a scuola con i mezzi pubblici gestiti da ATAC, e Dio solo sa quante volte io possa aver augurato ai loro uffici di sparire dal giorno alla notte visti i disservizi che ci regalano ogni giorno. Pago 250 euro di abbonamento annuale a questa società, che in cambio mi garantisce almeno uno sciopero al mese, metropolitane piene fino a scoppiare, autobus senza aria condizionata o che prendono magicamente fuoco durante il turno di servizio. Credetemi, mi fermo qui perché andare oltre sarebbe davvero deleterio.

Quindi, per una volta, concedetemi la presunzione di dire che so di cosa si sta parlando. Vivo ogni giorno della mia vita le difficoltà che questa città mi pone davanti, ma vivo anche le sue straordinarie bellezze. Da romana riconosco che ospitare un evento come le Olimpiadi potrebbe essere pericoloso visto il già dilagante caos: mi sarebbe piaciuto moltissimo vivere il sogno di avere i Giochi a dieci minuti da casa.

Nonostante ciò però mi sento delusa: delusa perché io, nonostante gli onerosi costi da sopportare, ho sempre visto quella di #Roma2024 come una possibilità di migliorare le nostre infrastrutture, gli impianti lasciati a metà. Più di tutto però mi affligge che si parta dal triste presupposto che non si possa prendere in carico un simile compito perché tanto finisce tutto in mano ai corrotti. Il sindaco Raggi scrive sul suo profilo Facebook:

“(…) Speculazione edilizia, affari per le lobby, impianti mai completati, strutture abbandonate (…) Siamo contrari a questa candidatura perchè non vogliamo ipotecare il futuro dei romani e degli italiani in cambio dell’ennesima promessa da parte di chi finora non ha mai mantenuto la propria parola. Questo non è un NO alle Olimpiadi ma alla speculazione sulla pelle dei cittadini. (…) L’organizzazione di un grande evento come i Giochi ci sembra un buon affare per le lobby”.

Risulta chiaro quindi che l’affermazione del presidente Luca Pancalli trova conferma nelle parole della Raggi: non sono le Olimpiadi il problema, ma chi le gestisce.

La delusione proviene proprio da questo: perché non possiamo avere una gestione corretta e non corrotta ? Perché rinunciare quando ci si dichiara un gruppo di politici onesti? A mio parere l’onestà delle persone sarebbe la miglior arma per combattere le ingerenze di chi desidera solo arricchirsi alle spalle dei cittadini. Proprio in questo modo i Giochi olimpici sono diventati oggetto di politica, e termine di maggior traino nella campagna elettorale nella Capitale, e fidatevi, perché fuori dalle urne non si parlava che di questo. Sarebbe stato bello vedere almeno un tentativo di conciliazione da parte del sindaco e del suo staff, un “analizziamo le carte e vediamo” una volta arrivati in consiglio comunale. Ribadire il no sarebbe stato poi l’ultimo passo ma, nel frattempo, almeno provare a dimostrarsi diversi da tutta quella gente che ci ha messo in ginocchio. Il sogno di un evento nazionale e mondiale PULITO, senza triplicazioni del bugdet che finisce in tasca ai costruttori o ai politici poteva essere almeno preso in considerazione dal sindaco Raggi. Avrà prevalso l’idea di fallire già in partenza?

Mi rendo perfettamente conto di quanto la mia concezione possa essere fantasiosa ed a tratti pazza ed irrealizzabile, ma sono portata a sperare che una città meravigliosa come la MIA possa risorgere nelle mani di persone oneste, Raggi in testa, ed anche grazie ad eventi come le Olimpiadi. Mio padre insiste nel dire che parlo così perché sono giovane, perché sono cresciuta in una scuola di “larghe vedute” e perché ancora non pago le tasse. Può darsi, anzi è sicuro, ma i giovani non hanno forse diritto a sperare che il loro futuro sarà pulito e giusto?

A voi i commenti.

di Francesca Lupoli

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