Logorazione level —–> SUPERLEGA

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by Charline Bottacchiari

Tanto se ne è parlato ad inizio campionato e tanto se ne continua a discutere ora, anche in occasione delle Final Four di Coppa Italia nel week end appena trascorso.

Eh sì, perché ci sono squadre ridotte all’osso a causa degli infortuni e dei problemi muscolari che insorgono sempre più frequentemente tra gli atleti. La colpa potrebbe essere dei preparatori, ad una prima analisi, forse, ma o tutti i preparatori sono un branco di incapaci oppure il problema va preso un pochino più alla lontana.

Nella scorsa settimana alcune squadre hanno affrontano ben 3 partite nell’arco di 7 giorni, senza considerare che oggi si gioca il turno infrasettimanale e, tra sabato e domenica, via con altri match.

“Questo è il loro lavoro, vengono pagati per stare in campo!”

Sono d’accordo con voi, ma chi lavora con un macchinario sa bene che ogni tanto va spento perché potrebbe fondersi o usurarsi e quindi garantire risultati non ottimali, così, come chi lavora con il proprio corpo ha bisogno di riposare per permettere al proprio fisico di riprendersi e donare prestazioni migliori.

Questo purtroppo in Superlega non è consentito. Ma il problema non è tanto della FIPAV, che comunque riguardo al calendario potrebbe fare di meglio, ma della FIVB che si ostina, ancora, ad inserire la World League (torneo dalla dubbia importanza se non quella strettamente economica dei premi) tra maggio e giugno, accorciando sempre di più i campionati, togliendo visibilità agli sponsor che di conseguenza non investono nel volley e soprattutto mortificando i calendari, ripercuotendosi sulla forma fisica degli atleti.

Il calendario NBA è ancora peggio!”

Sì, giustissimo, ma stiamo parlando di un gioco completamente diverso che implica uno sforzo fisico diverso (senza nulla togliere alla pallacanestro!!). Mentre il basket è incentrato sulla corsa, il volley è fatto di salti, piegamenti sulle ginocchia e movimenti rotatori delle spalle che alla lunga danneggiano articolazioni e muscoli.

E poi…volete mettere i guadagni NBA con quelli di un pallavolista medio in Italia? È vero che qui non parliamo di marketing, ma se avessimo almeno un decimo della visibilità che ha l’NBA neanche staremmo qui a discutere di questi argomenti!

Comunque quello che più dispiace è vedere che stiamo mandando alla deriva uno sport che punta a tanti match ma a poca prestazione. Vedere giocatori ridotti all’usura non poter dare il loro meglio a causa di un continuo lavoro di sovra caricamento che sono costretti a portare avanti con le squadre di Club (Campionato, Competizioni Europee, Coppa Italia) e con le proprie Nazionali (World League, Coppa del Mondo, Europei/Mondiali, Tornei di Qualificazione Olimpica, Olimpiadi) non fa bene al movimento.

 

È un circolo vizioso che fa perdere di appetibilità alla pallavolo, sia dal punto di vista prestazionale (perché non è un mistero che ciò che ingolosisce gli spettatori sono le belle azioni, gli scambi lunghi, i tuffi, i recuperi, gli attacchi sopra il muro ecc..), ma dal punto di vista economico stesso.

Un torneo di 5 mesi è logorante a causa dei tempi di recupero non pervenuti, ma anche dispendioso per chi, in momenti di crisi come questi decidono di investire:

SUPERLEGA DI 5 MESI    –>   MENO VISIBILITÀ   –>   MENO SPONSOR   –>   MENO SOLDI   –>   MENO SQUADRE ISCRITTE   –>   MENO PARTITE   –>   CAMPIONATO SEMPRE PIÙ BREVE

 

E alla fine di tutto quello che ho detto, sapete qual è la causa principale di tutti questi problemi sia fisici che economici? La tanto osannata, e precedentemente citata, WORLD LEAGUE.

 

 

 

Non vi abbiamo parlato di niente di nuovo, è un argomento che già era stato trattato dagli addetti ai lavori e perfino Ivan Zaytsev ne aveva fatto menzione in un’intervista.

Quindi, in conclusione….sarà il caso fare a meno di questa World League, almeno nell’anno Olimpico?!

 

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