#INMYWAY.. EXPRIVIA MOLFETTA-DHL MODENA

by Francesca Lupoli

Oggi sono qui per raccontarvi una storia. Di solito (chi ci segue da tempo lo sa) mi occupo di scrivere una breve e divertente (o almeno a me sembra tale) revisione sull’intera giornata di Superlega.
Oggi, in virtù della mia presenza a Molfetta, mi è stato concesso di scrivere approfonditamente di questo match del primo turno di ritorno, e voglio farlo a modo mio. Non mi limiterò ad una breve e semplice cronaca, quello è il mio stile di sempre.
Vorrei che con questo pezzo si capisse quanto DAVVERO il nostro sport sia differente, vorrei farvi vedere
attraverso i miei occhi quello che ho vissuto io ieri, a bordo di quel campo così piccolo ma allo stesso tempo così grande.

Ph. Sara Angiolino

Sono in viaggio per tornare a casa mia in questo momento, a Roma, eppure mi è parsa così entusiasmante e meravigliosa la giornata appena trascorsa che finora non ho mai pensato, nemmeno per un secondo, “che bello, stanotte dormirò nel mio letto e tornerò alla mia vita di sempre”.
Non prendetela come una sviolinata di parte, ve ne prego, perchè vi assicuro che a scrivere queste cose è una persona che non tifa nè Modena nè Molfetta, ma tifa lo sport e la sua bellezza.

Sono arrivata al PalaPoli con largo anticipo, da maniaca della puntualità dovevo distinguermi. Mi sono seduta al mio posto in gradinata ed ho preso il cellulare in mano pensando:” dai che due ore passano veloci, fai un paio di telefonate, gira qualche video per i followers ed il match inizierà”. Non ho avuto tempo nè voglia per fare tutto questo: accanto a me hanno preso posto un sacco di persone, tanto da non bastare i seggiolini. Ho conosciuto tanti appassionati gentilissimi, che mi hanno integrata nei loro commenti e indirizzata verso alcune chicche ed aneddoti di cui non ero minimamente a conoscenza.
Ho avuto l’onore di sedermi vicino alla mamma di Leonardo, uno dei Fedelissimi più piccini che, al contrario di quanto si pensi, non è stato per niente dietro a noi ma si è mischiato al tifo, lasciando noi signore alle nostre chiacchiere da salotto. Con una precisione sincera (degna solo dei bambini) mi ha detto, indicando Hernandez: “lui è fortissimo!”.

Ph. Sara Angiolino

 

Dopo aver quasi perso un piede nel tentativo di scendere pochi gradini mi sono diretta verso la zona dove prendono posto i Fedelissimi, per farmi aiutare a realizzare una cosa (non siate curiosi, lo saprete presto  ). Mi sono presentata, ho spiegato in breve cosa volevo e mi hanno immediatamente risposto mettendosi a mia completa disposizione. Sono stati i cinque minuti più divertenti del giorno, tra le urla allo speaker e la simpatia travolgente dei tifosi non ho smesso di ridere per un momento. Grazie a Lillo, Nicola, Saverio e tutti gli altri, siete SPLENDIDI! (ho proposto un servizio simpatia a domicilio per me, siamo in trattativa, non temete!).

Ph. Sara Angiolino

Vi starete chiedendo: adesso sta cronaca ce la siamo sudata, ce la fai leggere? La risposta è sì, arriva,ma era doveroso raccontarvi tutto, mi è sembrato il modo più bello per rendere onore ad un palazzetto così caldo.
Si inizia con la premiazione di Elia Bossi, ex di lusso del match, che, col mazzo di fiori donatogli tra le mani, ringrazia tutto il PalaPoli con evidente emozione nello sguardo.
Formazioni in campo: per Angelo Lorenzetti il sestetto base cambia poco:Vettori opposto a Bruno, Piano e Lucas al centro, Nikic e Ngapeth in posto quattro, Rossini libero.
Anche Montagnani schiera il sestetto titolare, fatta eccezione per Joao, in tribuna (a pochi passi dalla
presidentessa di Modena, Catia Pedrini) per un piccolo infortunio. Abbiamo dunque la super diagonale cubana con Hernandez opposto ad Hierrezuelo, Candellaro e Barone al centro, diagonale di posto quattro formata da Fedrizzi e Randazzo, De Pandis libero.
Il match non ha avuto un padrone fino a che non è caduta a terra l’ultima palla (nel caso specifico è andata in tribuna, dopo un muro out dei padroni di casa).

È stato un continuo inseguirsi e sorpassarsi: Modena è partita bene ma col calore della quasi totalità del pubblico presente Molfetta ha spinto sull’acceleratore ed è passata in vantaggio. Complici poi una buona efficacia dai nove metri degli ospiti, qualche attacco out di troppo per i biancorossi ed anche il leggero calo di incitamento dei tifosi presenti, la formazione di casa non riesce a chiudere in maniera precisa nei momenti importanti e Modena conquista il parziale.
Nei set successivi la situazione è ancora praticamente la medesima:Molfetta si avvantaggia, raggiunge, sorpassa ma Modena chiude, in questo modo la squadra campione d’inverno conquista tre punti importantissimi sotto gli occhi di un folto gruppo di Irriducibili che li hanno seguiti in questa lunga trasferta.
Da sottolineare a mio parere la crescita molto positiva di Randazzo, che migliora partita dopo partita, e la generale grinta dei pugliesi.Hernandez solito schiacciasassi, bene anche Candellaro e Barone.
In ambito gialloblu degni di nota i soliti Bruno e Lucas, coppia di fatto del volley mondiale, e Vettori, top scorer del match con 17 punti ed MVP di questa sfida.

Ph. Sara Angiolino

 

Finora mi sono lasciata trasportare dal romanticismo nel mio racconto, roba che la principessa Sissi al mio confronto sembra un camionista rozzo e unto di grasso del motore, adesso arriviamo alla parte divertente, perchè c’è, tranquilli. O meglio, io personalmente mi sono messa a piangere ma voi vi creperete dalle risate, ne sono certa.
Finito il match raccatto le mie milleduecento cose e mi avvio verso il bordo del campo per realizzare una o due interviste da farvi vedere. Sgomito con educazione, quasi mi gioco un ginocchio nel tentativo di passare, ma alla fine ci sono, pronta per fare la blogger seria. Tiro fuori tutta la mia attrezzatura tecnologica,mi avvicino ad un paio di giocatori e gli faccio qualche domanda,mentre li riprendo tutta soddisfatta di me stessa e del fatto che la giornata fosse andata avanti senza nemmeno un intoppo.

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, si dice. Beh, il mio gatto non si è manco lontanamente avvicinato al trasportino!
Elia Bossi e Davide Candellaro si sono gentilmente resi disponibili per fare due chiacchiere veloci con me sul match e non solo. Ho filmato tutto e dopo averli ringraziati mi sono accomodata da una parte per caricare subito il materiale. Come sapete io sono una donna del paleolitico, scriverei ancora sulle tavolette di pietra, quindi poteva un apparecchio tecnologico nelle mie mani non ribellarsi?
Esatto, no, quindi mi sono ritrovata a vedere i video delle interviste..  senza audio.

Panico

Più

TOTALE!!

Mi sono persa per un attimo nella mia disperazione, lo ammetto, ma poi mi sono detta: “hai una memoria discreta, trascrivi quello che ti hanno detto!”, e così ho fatto. Riporterò il tutto qui sotto, in versione prosastica, sperando di essere stata quanto più fedele possibile alle dichiarazioni originali rilasciatemi da Davide ed Elia (ragazzi voi due non fustigatemi, abbiate pietà di una fanciulla e del suo microfono che ha avuto evidenti problemi tecnici).
Elia Bossi: “Tornare qui a Molfetta è sempre bellissimo, il calore del pubblico si sente tanto e giocare qui è sempre una gioia. In ottica generale siamo carichi, com’è ovvio. Fra due giorni ci attende la sfida in trasferta per la Coppa Italia con l’ottava in classifica. Non bisogna mai sottovalutare nessun incontro, tutto può accadere, siamo carichi ma concentrati”.

Davide Candellaro: “Questo 3 a 0 sicuramente è stato brutto.. Loro sono stati bravi a chiudere al momento giusto, noi avremmo potuto fare di più. Per la sfida di Coppa Italia che ci attende con Trento siamo pronti a giocarcela. Abbiamo già incontrato la loro formazione e l’ultima volta abbiamo portato a casa un grande risultato. Sarà dura come ogni partita perchè loro sono forti, ma noi ci crediamo”.

Ph. Sara Angiolino

Ve l’ho fatta troppo lunga lo so, ma questo match ed il suo contorno meritavano un giusto spazio nel nostro blog. Rinnovo i ringraziamenti alle due società, ai Fedelissimi, a Davide e ad Elia. Ieri mi sono sentita a casa in un luogo a più di 400 km dalla mia vita, è stata un’emozione stupenda.

 

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